«La liquidità e i titoli di Stato potrebbero offrire bassi rendimenti e anche le azioni potrebbero rivelarsi investimenti meno redditizi rispetto al passato.»

L’ultimo numero di Prospettive è una edizione speciale dedicata all’analisi di Pictet Wealth Management (PWM) dei rendimenti attesi di 35 classi di attività su un orizzonte d’investimento di 10 anni, nonché dei trend secolari economici e di mercato alla base di tali rendimenti. Questa edizione speciale riassume l’analisi più dettagliata contenuta nella nostra pubblicazione annuale Orizzonte.   

In sintesi, si prevede che le più importanti classi di attività produrranno rendimenti annui medi inferiori rispetto al passato, in un contesto caratterizzato da cambiamenti nei regimi macroeconomici e di mercato e da una ondata di innovazione disruptive. La liquidità e i titoli di Stato potrebbero offrire bassi rendimenti e anche le azioni potrebbero rivelarsi un investimento meno redditizio rispetto al passato. Gli investimenti alternativi come il private equity e il private equity real estate offrono invece un maggiore potenziale, in cambio di un certo grado di illiquidità.  Nelle parole di Christophe Donay, Head of Asset Allocation & Macro Research di PWM, «essenzialmente, per ottimizzare i rendimenti nei prossimi anni gli investitori dovranno aprirsi a una allocazione nelle  classi di attività più illiquide». Sulla stessa linea, Donay aggiunge che «la nostra previsione che un tradizionale portafoglio 60-40 (60% azioni / 40% obbligazioni), che storicamente ha fornito all’investitore buone soddisfazioni, produrrà rendimenti molto più bassi nei prossimi 10 anni significa anche che i gestori patrimoniali dovranno rivedere il loro stile di asset allocation strategica».

«I ricavi delle imprese possono continuare a crescere se il ciclo economico avrà ancora potrà durare ancora, come noi riteniamo.»

Cesar Perez Ruiz Head of Investments e CIO, Pictet Wealth Management

In altri articoli di questa edizione, esaminiamo l’impatto delle tensioni commerciali sui mercati, in particolare sulle azioni del settore industriale e sull’universo delle obbligazioni societarie. Il Senior Investment Manager Fernand Pacicca, sottolinea che una escalation delle tensioni tra gli Stati Uniti e la Cina «aumenta unicamente la probabilità di rallentare un ciclo economico che è già in fase molto avanzata. Il nervosismo degli investitori è già avvertibile dal modo con cui i prezzi delle azioni hanno reagito alle revisioni al ribasso delle stime sugli utili societari».

Eppure César Pérez Ruiz rimane complessivamente abbastanza ottimista sulle prospettive delle azioni.  L’Head of Investments e CIO di PWM riconosce che l’elevato livello raggiunto dai margini societari «è di per sè un motivo di preoccupazione per i partecipanti dei mercati». Normalmente la pressione sui salari potrebbe aumentare e il rialzo del prezzo del petrolio sta già intaccando i margini.  Anche se i margini sono ridotti, Pérez Ruiz sostiene che «i ricavi delle imprese possono continuare a crescere se il ciclo economico avrà ancora potrà durare ancora, come noi riteniamo». In definitiva, escludendo una guerra commerciale, Pérez Ruiz è convinto che le condizioni dell’economia relativamente favorevoli dureranno fino al 2019 «contribuendo a proteggere le imprese dalle pressioni sui margini».

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